Cose mie...

Terra

Guardami oggi.
Potresti dirmi cosa vedi,
oppure mentirmi dicendomi
ciò che io vorrei.
I campi di grano in cui ho corso,
i falchi che ho ammirato,
le serpi sfuggenti
e il sole che ci abbracciava senza distinzioni.

Domani chiamami
con il nome della pioggia
che bagna l’erba all’improvviso
o quello di un contadino antico
che dormiva con il mulo
e dal mulo solo accettava consiglio.

Lasciami andare oltre il sentiero
scalando quel monte di fuoco addormentato
dove ho lasciato l’anima
raccogliendo un fiore per te.

Lo vivremo ancora quel tempo
e allora mi chiamerai come vorrai.

(giugno 2005)