Cose mie...

Ricordi di maggio

Ansimanti su ardenti muretti di pietra lavica
bambini sudati e disfatti dalla felicità
per noi fiorivano sogni mentre
volavamo accompagnando le rondini,
le spighe pungenti nei calzini allentati.

Tra sapori odorosi d’origano e cipolla
pane bagnato e pomodoro
mangiavamo famelici ridendo,
nella spasa le mani verdi di erba
come un branco di lupi intorno alla preda inerme.

Nel vento odori lontani e familiari;
ne rimane ricordo nella memoria
forte come l’amore e la morte
perduto insieme all’infanzia
accanto ai fantasmi delle persone perse.

(luglio 2005)

Note

A questa poesia sono particolarmente affezionato. Mi ricorda tantissimo l'infanzia passata con i cugini in campagna. Credo che sia un sentimento facilmente riscontrabile in chiunque abbia vissuto a Melfi la propria infanzia in quel periodo; sto parlando degli anni 70. Io ero un bambino e Melfi era ben lontana dall'essere un paese pseudo-industriale come è oggi. Non esistevano i cellulari, non esistevano i videogiochi, i genitori avevano più tempo da dedicare ai figli e quando avevi una bici, un pallone e un po' di spazio ti bastava per vivere giornate di memorabile divertimento. Da ricordare per sempre.