Cose mie...

Foto di Melfi

Campanile di S. Maria

Essendo originario di Melfi ho scattato diverse foto della città. Una buona raccolta è presente nella galleria fotografica di Melfiweb. Vi sono presenti foto della città oppure in particolare dei monumenti di Melfi; è possibile trovare fotografie della splendida natura che circonda la città di Melfi. Buona visione!

Pagine su Melfi

Stemma di Melfi

Stemma di Melfi

Lo stemma di Melfi è rappresentato da un Basilisco.

Links Melfitani

Il Castello

Castello di Melfi

L’antica città di Melfi conserva molte vestigia dell'antichità, riferibili sia al periodo classico che medievale. In particolare, a quest’ultimo periodo si riferisce la grande costruzione del Castello, il cui sistema difensivo è costituito da un fossato, uno spalto e dieci torri, tre a pianta pentagonale e sette a pianta quadrata, unite da una cortina che si salda alle fortificazioni dell'abitato. Queste ultime, datate alla metà del XV secolo, furono costruite da Giovanni II Caracciolo, e si estendono per una lunghezza di quasi tre chilometri seguendo la morfologia del terreno con una serie di bastioni, torri e feritoie.

Attualmente il castello conserva un nucleo più antico, verosimilmente normanno, costituito da torri quadrate poste alle estremità dell’ingresso al Museo Archeologico Nazionale, i cui cantonali si raccordano con aggiunte posteriori, e da un'altra torre posta nell'angolo ovest circondando infine due enormi locali voltati a pieno centro. Nel 1269 la fortezza fu dapprima restaurata in parte ad opera del carpentiere Jean de Toul.Il castello in inverno Il 4 agosto 1277 la curia, ritenendo che dovessero essere completate la stalla, la torre e i muri, nomina Riccardo da Foggia con l'incarico di magister affinché provveda di procurare dei manovali e degli asini per il trasporto del materiale necessario alla sua ricostruzione. Dopo gli Angiò il castello passò agli Acciaioli (1346-1392), ai Marzano (fino al 1416), ai Caracciolo che realizzarono la cinta della città e, infine, ai Doria che presero in consegna anche il castello di Lagopesole.

Si racconta che in questo castello Pierre de Angicourt, al quale erano stati affidati i lavori di restauro e ricostruzione, era violento e autoritario. Un giorno, poiché un operaio proveniente da Auricarro presso Bari, aveva fatto cadere un secchio di malta cementizia, il grande architetto francese volle punirlo mettendolo in catene sotto il sole cocente dell’estate, ma comunque permettendogli di lavorare e trasportare pesi enormi. Poiché di notte gli operai dormivano tutti insieme nelle logge circostanti, il povero manovale di Auricarro restò per un giorno fuori delle logge buscandosi un bel raffreddore: ma nella notte egli meditò una vendetta sottile. Il giorno successivo il manovale venne a sapere che l’Angicourt era pronto a mandare una lettera all’Imperatore. Si offrì egli stesso di consegnare la lettera al messo, ma riuscì a sostituire la pergamena con una lettera dal tono più o meno preoccupante: "Signore, il grande architetto del cantiere del castello di Melfi tratta gli operai come degli schiavi, ed alcuni di essi, seppur pagati, cercano di fuggire; ecco perché Sua Maestà ha bisogno di trovare altri manovali". L’imperatore fu sconcertato nell’ascoltare, in auditorio, quella lettera, e si racconta che Carlo I chiese a Pierre d’Angicourt di non molestare più gli operai e di non aver nulla da ridire sulla loro paga. Si racconta che quel manovale fu promosso e, per l’indennizzo avuto dall’imperatore, divenne appaltatore dei lavori prendendo il nome di Franciscus de Melfia.

Il Castello oggi

Castello di MelfiOggi il castello di Melfi contiene al suo interno il Museo Nazionale Archeologico del Melfese. Istituito nel 1976 come Museo del territorio, espone la documentazione archeologica proveniente dall'area geografica del Vulture-Melfese anticamente distinta in area collinare "dauna" e area montuosa nord lucana. Il criterio di esposizione dei materiali è cronologico e gran parte della documentazione esposta è costituita da corredi funerari contraddistinti nella fase arcaica (VII-VI sec. a.C.) dalla presenza di armi e di oggetti di ornamento del corpo e delle vesti, nella fase classica anche da oggetti di importazione di fattura greca ed etrusca. A completarnento del museo, in una torre del castello, è esposto uno splendido monumento funerario di età romana (II sec.d.C.): un sarcofago proveniente dall'Asia minore rinvenuto alla metà dell'ottocento nel territorio melfese.

Torna alla pagina generale su Melfi

Vai alla pagina sulla Cattedrale di Melfi